Articoli con tag leonardo da vinci

Leonardo Da Vinci e i tessuti

Leonardo da Vinci - la camelia collezioniLeonardo da Vinci si procurava, o creava egli stesso, dei modelli in terracotta (le “figure di terra” citate da Vasari), le rivestiva di panni bagnati e ricoperti di terra affinché aderissero meglio al manichino e quindi creassero delle pieghe più naturali (i “cenci molli interrati”), dopodiché adoperava tele di rensa o di lino (“pannilini”, cioè panni di lino) e, impregnando il pennello nell’inchiostro, fissava sulla tela quello che vedeva davanti a sé. La rensa di cui Vasari parla altro non è che un tessuto di lino pregiato, molto fine, che prende nome dalla città di Reims, in Francia, luogo d’origine della rensa. Veniva impiegata perlopiù nella produzione di biancheria di alta qualità, ma data la sua capacità di impregnarsi di inchiostro con grande facilità, e data la precisione con cui gli artisti potevano lavorare su questo supporto, la rensa fu spesso usata anche per il disegno. L’utilizzo del lino si deve anche al fatto che, rispetto alla carta, è ovviamente molto più resistente, e si presta meglio all’utilizzo della tempera: gli artisti potevano quindi sperimentare, sul lino, effetti da applicare poi sul dipinto finito. Nella bottega del Verrocchio, dove Leonardo compì il proprio apprendistato, si faceva ampio utilizzo del disegno su tela di lino (benché la carta rimanesse comunque il supporto di gran lunga preferito): tuttavia sono pochi gli esemplari rimasti di studi prodotti con questa tecnica.

Vediamoli entrambi, onde comprendere meglio come venivano prodotti, per quali scopi, e perché talvolta Leonardo preferiva il lino alla carta. Con una doverosa precisazione: non tutta la critica è concorde nell’attribuire i disegni a Leonardo. Purtroppo non esistono documenti che possano certificarne con sicurezza l’autore (e probabilmente non sono mai esistiti), e la storia dei passaggi nelle varie collezioni è spesso lacunosa e contorta.

Leonardo da Vinci - drappeggio 1 - la camelia collezioni“…..disegnare su tela di lino significava ottenere un risultato molto simile alla pittura, di sicuro più vicino al risultato finale rispetto a uno stesso studio realizzato su carta: è per questo motivo che Leonardo, così come altri artisti che lavoravano nella bottega del Verrocchio, utilizzava questa tecnica. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che queste opere non fossero studi preparatori per dipinti, ma fossero semplicemente esercitazioni che dovevano servire agli allievi per prendere confidenza con la raffigurazione dei panneggi. Ecco quindi un altro argomento che spiegherebbe il perché dell’utilizzo del lino invece di quello della carta: e poi, trattandosi di una tecnica più vicina a quella del dipinto, era più impegnativa del disegno su carta, e quindi particolarmente adatta per preparare gli allievi. Il primo è uno Studio di panneggio per una donna inginocchiata, conservato al British Museum e databile al 1470 circa, ovvero a quando l’artista era ancora un apprendista nella bottega del suo maestro, il Verrocchio: all’epoca, Leonardo aveva appena diciotto anni. È stato realizzato attraverso l’utilizzo di un pennello imbevuto di inchiostro grigio-marrone, con inserti in biacca. La biacca, nota anche come bianco di piombo, è un pigmento che, dato il suo colore, un bianco pressoché puro, veniva ampiamente utilizzato per le lumeggiature nei disegni, ovvero per dare risalto a zone di luce su preparazioni scure: carte preparate affinché avessero dei fondi cupi, oppure una tela di lino con preparazione grigio-bruna come quella di cui stiamo parlando. Lo studio del British Museum mostra un’ampia figura della quale però non vediamo le parti del corpo scoperte, che sono appena accennate (si noti la testa in alto), ma intuiamo dalle pieghe della veste, rese con mirabile senso tattile e con eccellente studio delle ombre e delle luci, che sotto i panneggi c’è un corpo. Le pieghe sono state rese con l’inchiostro grigio-marrone mentre, come detto prima, le parti colpite dalla luce sono state realizzate con l’utilizzo della biacca. L’effetto che ricaviamo è quello di una figura molto realistica, se comparata a quelle disegnate su altri materiali: il lino si presta a catturare bene i sottili trapassi di tonalità e i contrasti tra luci e ombre, e l’impressione che si ricava, soprattutto osservando il disegno dal vivo, è quella di trovarsi di fronte a un lavoro dotato di grandissima modernità.

<…..> Tratto da un Articolo di Federico Giannini 

Leonardo da Vinci - macchine tessili - la camelia collezioni

Leonardo e egli studi sui dispositivi e sulle macchine tessili.

Tra le tante sue invenzioni, Leonardo ha lavorato anche alla modernizzazione del telaio per la tessitura e sui tessuti stessi sui quali ha fatto notevoli studi, come sulla resa del tessile in pittura e scultura nonché sull’elaborazione tecnico stilistica degli abiti ritratti nei suoi dipinti su come “cadono”  nell’abbigliamento e come riprodurre  pieghe e panneggio. <…>  Fonte web 

 

Leonardo da Vinci - panneggio - la camelia collezioni

 

La Belle Ferronnière (o Ritratto di Dama)

E’ uno dei quadri più belli di Leonardo da Vinci. Realizzato durante il suo periodo milanese (1482-1500) [oggi si trova esposto al Louvre di Parigi] e riflette i forti impegni dell’artista negli studi di ottica del periodo considerato, che si evidenziano – oltre che nell’elegante non identificabile figura – nei meravigliosi riflessi del tessuto rosso del suo vestito. <…>  Fonte web 

Nozioni e riferimenti che si strutturano nella mostra itinerante che proponiamo per l’anno vinciano. Info e disponibilità: lacameliacollezioni@yahoo.it 

 

Annunci

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

LEONARDO DA VINCI – Cinquecentenario

500 leonardo - la camelia collezioni

Rivolto a Comuni, Pro Loco, Biblioteche e Istituti Didattici
info, dettagli e disponibilità : lacameliacollezioni@yahoo.it

, , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

ALLESTIMENTO SCENOGRAFICO A TEMA VIAGGIO

“IL VIAGGIO…ricordi, tracce, immagini e storie di viaggi” 

Allestimento di percorso espositivo  ispirato al viaggio nel ‘900.

Il trasporto ferroviario identificato con il famoso Orient Express, quello marittimo e di crociera come la nave “Leonardo da Vinci ” e la “Giulio Cesare” e per quello aereo la compagnia “Pan Am”.

Piccoli angoli in cui sono stati posti oggetti autentici d’epoca come il set da viaggio, valigie di cartone e fibra (che venivano usate dagli emigranti Italiani verso l’America e l’Argentina), cappelliere, borraccia, schiscetta, caraffa e bicchieri per il fresco , collezione biglietti di viaggio e di soggiorno in hotel, cartoline, foto di viaggi e abiti/divisa da hostess.

Molto particolare l’angolo dedicato al Safari con salariane, camicia cachi, cappelli modello Panama, cappelli con retina (contro le mosche e gli insetti), macchine fotografiche con foto sistemati su sfondo  in vera pelle  zebrata e tigrata.

In ultimo, per rappresentare il viaggio in automobile, collezione di macchinine di latta  sempre autentiche d’epoca con foto e cartoline.

Altre foto disponibili sulla pagina Facebook: la camelia collezioni

Per info : lacameliacollezioni@yahoo.it

Alessandra Restelli

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: